In Tour — 30 gennaio 2017 20:00

BEAR’S DEN

“I Bear’s Den abitano una dimensione indefinibile, senza tempo, piena di lunghe strade americane da percorrere nella notte con sotto una musica di frontiera e intimista che nasce da territori non di frontiera, e per questo pervasa da suggestioni lontane, sognanti, innamorate di quel futuro sintetico e ormai retro che si immaginava trent’anni fa” - Rockol

Il nuovo album, pubblicato lo scorso 22 Luglio via Caroline, distribuzione Universal,
è brutalmente onesto, brillantemente realizzato e, cosa più importante, spiritualmente edificante: Red Earth & Pouring Rain è un album magistrale.

L’album, che segue l’acclamato album di debutto Islands, nominato agli Ivor Novello Awards nel 2014, è stato registrato con il produttore Ian Grimble presso i Rockfield Studios (Galles), subito dopo un tour di sei settimane in Europa e Inghilterra culminato lo scorso ottobre con un concerto sold-out al The Roundhouse.

DOPO IL LORO DEBUTTO A MARZO I BEAR’S DEN TORNANO IN ITALIA A LUGLIO:

DOMENICA 2 LUGLIO | GENOVA – GIARDINI LUZZATI
ANTEPRIMA MOJOTIC FESTIVAL

www.mojotic.it
Biglietto: 16 euro + d.p.
Prevendite disponibili su www.ticketone.it 

“Our hearts are as Red Earth
And Pouring Rain:
Mingled beyond parting.”

È da una poesia di Sembula Peyaneerar, scovata da Davie in una guest house durante un suo viaggio in India, che prende ispirazione il tiolo del nuovo lavoro di Bear’s DenRed Earth & Pouring Rain.
“Mi piaceva l’idea che quando questi due potenti elementi – terra e pioggia – si combinano […] si ottiene qualcosa di più utile di uno di questi preso singolarmente. Ciò che si crea è maggiore della somma delle sue parti”.

La band ha portato per tutta l’Europa, il Regno Unito, l’America, il Canada e l’Australia l’emozionante musica del loro album di debutto Islands conquistando ad ogni tappa un numero sempre crescente di fan.
Dopo l’uscita dal gruppo del chitarrista Joey Haynes, i Bear’s Den oggi si muovono in tour con una band di sei membri che ruota intorno al nucleo creativo composto dal cantante e chitarrista Andrew Davie e dal polistrumentista Kev Jones.
Ispirato, fra le altre cose, dai dipinti di Edward Hopper, i romanzi di Raymond Carver e il film ‘America Oggi’ di Robert Altman, Red Earth & Pouring Rain è un album intensamente personale che sfugge alle mode e alle facili classificazioni.
Musicalmente nell’album si percepisce un’evoluzione sorprendente della band che riesce a creare un’alchimia perfetta fra le sue radici folk, che restano evidenti, e nuovi riferimenti al rock anni ’70 e ’80: Fleetwood Mac, The Eagles, e, in particolare, l’atmosfera notturna di Darkness On The Edge Of Town di Bruce Springsteen. Si sentono anche influenze più moderne di artisti quali The National e Sufjan Stevens.
“Ci sono stati tanti momenti incredibili nel nostro cammino, questo album ci ha dato la possibilità di fare un bilancio e riflettere su quanto siamo arrivati lontano “, dice Davie. “Allo stesso tempo, ci ha incoraggiato ad essere più coraggiosi musicalmente. Ho letto da qualche parte che Bruce Springsteen ha detto: “Più di ogni altra cosa, volevo essere grande’. Ho pensato che fosse davvero stimolante. Voglio fare qualcosa di significativo, che superi la prova del tempo”.

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