In Tour — 30 aprile 2016 22:00

THE LUMINEERS

IL SUCCESSO DEI THE LUMINEERS È INARRESTABILE:
RECENTEMENTE LA BAND HA REGISTRATO UN DOPPIO SOLD OUT AL MADISON SQUARE GARDEN, ED È STATA SCELTA DAGLI U2 COME OSPITE DEL LORO TOUR AMERICANO.

SOLO NEL NOSTRO PAESE LA BAND HA REGISTRATO BEN QUATTRO SOLD OUT,
COLLEZIONANDO UN SUCCESSO DIETRO L’ALTRO IN TUTTO IL MONDO.

THE LUMINEERS SARANNO IN ITALIA QUESTA ESTATE PER TRE IMPERDIBILI CONCERTI:

 

LUNEDÌ 10 LUGLIO 2017
ROMA – CAVEA/ AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA

LUGLIO SUONA BENE

in collaborazione con ViteCulture

www.auditorium.com/it
Via Pietro de Coubertin, 30, 00196 Roma
Biglietti
Parterre centrale: 37.50 € + d.p.
Tribuna centrale + Tribuna Mediana + Parterre laterale: 35,00 € + d.p.
Tribuna Laterale: 32,00 € + d.p.
Tribuna alta: 30,00 € + d.p.
Prevendite disponibili su www.ticketone.it da Venerdì 10 Febbraio

Coloro già in possesso di biglietto verranno allocati nel settore “Parterre centrale”
dell’Auditorium Parco della Musica

 

MARTEDÌ 11 LUGLIO 2017
ANCONA – SPILLA
CORTE MOLE VANVITELLIANA

www.spilla.it
Banchina Giovanni da Chio, 60121 AN
Biglietto: 30,00 € + d.p.
Prevendite disponibili su www.ticketone.itwww.bookigshow.it e www.vivaticket.it

 

MERCOLEDÌ 12 LUGLIO 2017
VILLAFRANCA – CASTELLO SCALIGERO

Piazza Castello, 37069 VR
Biglietto: 30,00 € + d.p.
Prevendite disponibili su www.ticketone.itwww.bookigshow.it

:: ATTENZIONE: DIFFIDARE DELLE PREVENDITE NON AUTORIZZATE :: Prevendite TicketOne :: Infoline 0584 46477

 

Il loro coinvolgente sound ha scalato le classifiche mondiali conquistando milioni di fan.

Claopatra, il secondo album della band, pubblicato lo scorso 8 Aprile via Universal Music e anticipato dal singolo Ophelia, ha raggiunto in pochissimo tempo il primo posto nelle classifiche americane ed europee.

Il loro omonimo disco di debutto è stato nominato ai Grammy Awards come Best New Artist e Best Americana Album, rimanendo per 46 settimane alla #2 posizione della Billboard 200.

Ho Hey, il singolo che ha consacrato il loro successo, è rimasto per ben 62 settimane in #3 posizione nella Billboard Hot 100, raggiungendo oltre 157 milioni di visualizzazioni su YouTube.

The Lumineers nascono nel 2005 dall’incontro tra il chitarrista e cantante Wesley Schultz e il batterista Jeremiah Fraites, entrambi cresciuti a Ramsey, un sobborgo a sud di New York.
Dato il tenore troppo alto di vita di NY, i due decidono di trasferirsi a Denver, in Colorado, lì incontrano la violoncellista Neyla Pekarek e il duo diventa trio.
Nel 2009 stampano un primo EP, ma il successo arriva nel 2011 quando il brano Ho Hey viene notato e utilizzato come sigla della serie tv Hart of Dixie. La band firma quindi un contratto con la Dualtone Records e il 3 aprile 2012 pubblica il suo album di debutto, intitolato semplicemente The Lumineers.
A quattro anni di distanza dal disco che li ha consacrati, la band torna sulla scena musicale con un secondo lavoro, Cleopatra capace di dimostrare come Schultz e Fraites – insieme alla violoncellista e cantante Neyla Pekarek- non abbiano dato la loro fortuna per scontato, né si siano seduti sugli allori. Con l’aiuto del produttore Simone Felice, l’uomo che Wesley chiama “il nostro sciamano”, la band si è trasferita a Clubhouse, uno studio di registrazione in cima a una collina nelle zone rurali Rhinebeck, NY, non lontano da Woodstock, per registrare il nuovo lavoro.
“Abbiamo utilizzato lo stesso approccio del primo album, registrando demo in una piccola casa che abbiamo affittato vicino a Denver la prima volta”, spiega Wesley.
“Wes si occupa di tutti i testi”, dice Jeremiah, “e insieme facciamo tutto il resto: la musica, la melodia e la struttura. Non ci sono né regole né ruoli nel nostro processo di scrittura, lavoriamo insieme fino a che non siamo d’accordo che abbiamo qualcosa di fantastico”.
“Il disco riflette ciò che ci è successo negli ultimi tre anni”, aggiunge Wesley. “Abbiamo cercato di creare la migliore versione possibile di ogni canzone […]. C’è voluto un sacco di lavoro per farle funzionare insieme. È stata un’esperienza molto intensa e bella. Abbiamo combattuto molto, versato molte lacrime, ma abbiamo tirato fuori delle cose davvero incredibili, e alla fine siamo stati meglio. Ha trasformato il nostro rapporto”.
Cleopatra prende il nome dalla title track, e si ispira a una donna della Repubblica della Georgia, una conoscente della migliore amica della moglie di Wesley che lui ha incontrato durante una visita lì. La donna guidava un taxi con una lattina di birra tra le gambe e una sigaretta in bocca. Aveva avuto una vita molto difficile e si struggeva per l’uomo che l’aveva lasciata dopo la morte del padre. “C’era un senso di sfida di lei”, annuisce Wesley. “Lei accettava il suo destino, ma non riusciva ancora a comprenderlo”.
Cleopatra parla anche di quello che Wesley definisce “the elephant in the room”, il successo della band e il modo in cui a volte può mettere un bersaglio sulla schiena. Le note sincopate del pianoforte in “Ophelia” (“I got a little paycheck/You got big plans/You gotta move/I don’t feel nothin’ at all”), la chitarra in “Angela” (“The strangers in this town/They raise you up just to cut you down”) e il patto faustiano descritto in “My Eyes” (“Oh, the devil’s inside/You open the door/You gave him a ride/Too young to know/Too old to admit/But you couldn’t see how it ends”) descrivono i pericoli che si nascono dietro il conseguimento dei propri sogni, quando tutti conoscono il tuo nome e le tue canzoni.
“Continuiamo a fare la musica che vogliamo”, dice Wesley. “Crediamo in questa ed è un vero lavoro d’amore. Vogliamo solo continuare a raggiungere più persone possibili con le nostre canzoni”. Dato il successo di Cleopatra non dovrebbero esserci problemi.

 

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