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Orange.
Nuove date per gli ORANGE, il duo chitarra e batteria.

In un anno hanno ottenuto il meritato successo con l'album di debutto intitolato 'Certosa' e i divertenti video dei singoli 'Fumagalli' girato a Londra da Giorgio Testi, e 'CDE' girato da Samuele Franzini e divenuto parte della colonna sonora del Film 'Generazione Mille Euro' di Massimo Venier.

Dopo il tour invernale partito lo scorso Gennaio, Francesco Mandelli, voce e chitarra, e Enrico Buttafuoco, batteria, da Martedì 1 Giugno saranno nuovamente in tour per l'Italia.

Ecco le prime quattro date annunciate:
Sabato 19 Giugno - Stadio del Rugby, Monza Troublefestival
Sabato 4 Settembre - Campetto Comunale, Isola Rizza (VR) Rock Island
A breve verranno annunciate nuove date estive!

Info: http://www.comcerto.it/ - www.mysace.com/orangeso79

Ecco le date estive:

Biografia_
Gli Orange sono un duo chitarra-batteria con il vizio del wall of sound. Dopo un anno e mezzo e circa una settantina di concerti, per risistemarsi dopo gli ultimi cambi di formazione, finalmente a febbraio 2009 esce il primo LP, "Certosa". Dieci canzoni in poco piu' di mezz'ora, un viaggio sonoro da pezzi tirati in puro stile garage a ballate piu' soft che in un attimo sei in macchina su una delle highways che
attraversano gli Stati Uniti. Canzoni nate e cresciute in un'umidissima sala prove in fondo a Viale Certosa, un luogo senza particolari riferimenti paesaggistici ma popolato da una particolare fauna umana variegata a tutte le ore del giorno e della notte, persone che inevitabilmente sembrano influire sulla musica. E Certosa si presenta come un disco fatto proprio di persone, di nomi, di umanita' spontanea, diretta, semplice e chiara. Anche il modo in cui e' eseguito, suonato, prodotto e' scritto il disco, fa pensare a un disco suonato tutto d'un fiato, poco preoccupato dei leziosismi e piu' dell'intenzione di catturare le canzoni per il loro impatto emozionale e comunicativo. La dichiarazione di intenti degli Orange e' tutta dentro questo disco, frenetico, sudato, elegantemente marcio, che suona elettricamente affilato da Milano a New York, sconsideratamente fresco da Londra fino a Viale Certosa.

Ecco la tracklist.

Susy.
pezzo che apre il disco con una intro violenta e che poi si addomestica sulla gibson 335
pulita e i falsetti. il ritornello si sfoga a dovere e il testo ci ricorda che gli anni
2000 sono gia' quasi andati.

Fumagalli.
la batteria che apre invita a muovere il piede a tempo e la chitarra che irrompe
incendiaria fa il resto. e' un lampo, sempre tesissima, non smette mai di farti dimenare.
musica del diavolo.

M.N.E.N.Y.
gli Orange sono milanesi e il pezzo e' un condensato di milanesita' in tre minuti e mezzo.
il ritornello Milano non e' New York e' una delle piu' grosse verita' di quest'anno nel
panorama indie nostrano.

CDE
da mettere in macchina se avete un bel paesaggio da godervi. si abbassa il ritmo ma il
ritornello non fa fatica ad entrarti in testa in un attimo.

Giacomino Sedated.
la chitarra sembra suonata dentro il motore di una nave nel chorus, e' grezza come un
trattore, taglia come una motosega.
giacomino sembra essere tornato completamente diverso da un viaggio.


Clarissa.
forse il pezzo piu' arrabbiato del disco, e dopo mneny ritorna l'italiano nei testi.
chitarra e batteria sono un treno, la voce raschia e raspa sul velluto di quella pazza di
clarissa.

Mercury drops.
il disco qui si raccoglie, le atmosfere diventano piu' cupe e crepuscolari.
sono le sei di sera, quando sei a disagio perche' il giorno non e' ancora finito e non e'
ancora notte.


Crdc pvrc
le avventure di un figlio di papa' raccontate mentre con la macchina ti vai a schiantare
contro un muro a tutta velocita'.

Certosa.
il pianoforte ti spiazza. dopo la roulette russa di crdc pvrc il disco rallenta, quasi si
ferma e diventa leggero inaspettato.
dietro il piano, l'hammond e mezza batteria si sentono rumori d vita vissuta, di persone,
di calore. completamente a caso. completamente vivi.

Richard.
si chiude con l'ultimo scellerato ballo, fino a farti male i piedi, fino a sudare
l'anima, ma in fretta perche' passa veloce, un attimo. Richard e' l'ultimo colpo prima di
crollare stanchi e divertiti, che ti fa venir voglia di ricominciare da capo. subito, in
fretta, ora.
Dopo il grande successo dello scorso anno, tornano nuovamente live con l'ultimo tour per la promozione dell'album Certosa.
Proprio lo scorso dicembre è uscito il video del nuovo singolo “Fumagalli”, girato a
Londra da Giorgio Testi (registra di Blur, Ami Winehouse, Babyshambles e tanti altri)
Gli Orange sono:
Francesco Mandelli, Voice, Bass, Guitars
Enrico Buttafuoco, Drums

 

The Filmakers.
"ChemicalLoveCrush" è il primo album ufficiale di TheFILMAKERS.

13 brani che viaggiano dalle ballate pop rock all’elettronica contemporanea.
Il singolo di lancio “Last Summer” popolerà i maggiori network radiofonici offrendo a tutti le sonorità fresche ed inconfondibili di un gruppo come ne aspettavamo da tempo!

Nel 2008 Luca Solbiati, ex front-man degli Zeropositivo, inizia la preproduzione del suo primo progetto musicale internazionale. Dal suo incontro con RnO, musicista e produttore olandese, nascono TheFilmakers, che nella primavera-estate dello stesso anno registrano il loro album d’esordio presso il Graveland Studio di Amsterdam.
Parallelamente la band si collega ad un team di registi e videomakers di mezza Europa con il quale lavora alla produzione della parte cinematografica per il live, denominata “music4afilm”, pronta al debutto ufficiale nel 2010. Da questo incontro nascono i visuals che accompagnano i concerti della band e, ultimo gioiellino, il video del singolo "Last Summer".
Poco prima del debutto ufficiale, infatti, TheFilmakers sbarcano a Venezia per girare “Last Summer”, videoclip diretto da Giorgio Bonecchi Borgazzi (“Urka Burka”, “Elvis is Dead at 58”) con la collaborazione artistica di Géraldine Dardano (“Vincere”, “Le Voyage de la Grande Duchesse”), e produzione italo-austriaca (Metaxa Productions & Penny Lane Film di Vienna).
Il video racconta del violento litigio in cui una fidanzata furibonda getta via ogni ricordo e di un giovane sconsolato che intraprende un cammino lungo il quale incontrerà un misterioso chitarrista e alcune amichevoli figure che lo accompagneranno verso un’ignota destinazione.
"ChemicalLoveCrush" è stato presentato in anteprima assoluta il 6 Aprile scorso a Milano alla Casa139, palco sul quale la band ha mosso i suoi primi passi dopo la nascita in Olanda, ed è in vendita su iTunes e nei negozi a partire dal 16 Aprile 2010.LINKS
http://www.thefilmakersofficial.com
http://www.myspace.com/thefilmakers
http://twitter.com/thefilmakers

Mumford & Sons.
La band si esibirà nuovamente il Italia il 10 Settembre al Festival MITO SettembreMusica, il Festival Internazionale della Musica nato nel 2007 dal gemellaggio culturale tra Milano e Torino.
Presenteranno il loro album di debutto: 'Sigh No More' , uscito in Italia per Cooperative Music; l'album che racchiude e sprigiona energia, passione, romanticismo e un pizzico di malinconia e che include i due singoli 'Little Lion Man' e 'The Cave'.

Biografia_
Da quando si sono formati, nel dicembre 2007, i membri dei  Mumford & Sons hanno condiviso un intento comune: fare musica senza prendersi troppo sul serio. 4 giovani di Londra, 20 anni, con il fuoco dentro il loro stomaco, il romanticismo nei loro cuori e la malinconia nelle loro voci, sono amici inseparabili  – Marcus Mumford, Country Winston, Ben Lovett, e Ted Dwane – che trasmettono la loro musica agli altri con passione ed orgoglio come si faceva una volta . Essi hanno creato un coraggioso sound di altri tempi che sposa la magia di Crosby, Stills, Nash e  Young con la forza dei  Kings Of Leon;  un' incredibile energia che attrae immediatamente l'ascoltatore. I 4 ragazzi hanno suonato vari strumenti in diverse band londinesi per tutta l'estate del 2007, ma spesso si incontravano per esibirsi in improvvisate interpretazioni dei primi tentativi di scrittura di canzoni da parte di Marcus , davanti ad un pubblico di amici nelle umide notti underground della capitale. Essi erano legati dall'amore per il country,il bluegrass , il folk, e decisero di fare una musica che suonasse rumorosa, orgogliosa e viva, ma nel contempo dolce e delicata, riempiendola di entusiasmo, coraggio e sicurezza.
Non vi era alcuna idea di competizione, per loro era semplice e puro divertimento. Essi amavano talmente tanto la musica dal vivo che suonavano addirittura sui pavimenti fuori dalle venue e si esibivano anche come musicisti di supporto per i colleghi con cui essi avevano suonato. Questo desiderio di fare musica solo per amore di essa è stato il principale tema che ha caratterizzato tutta la breve vita della band. La prima vera prova per loro fu nel tardo autunno del 2007 e proprio  da quella session vennero fuori le prime canzoni della band: Awake My Soul e White Blank Page, i pezzi forte del loro album di debutto. Già con il primo gruppo di bozze di canzoni colpirono  il cuore del pubblico , grazie  alle loro armonie e al loro modo di suonare gli strumenti, e a seguito di quella calda accoglienza essi iniziarono a suonare in tutto il paese.
Le voci girarono presto e la band fu in tour per tutto il 2008 , iniziando da un barcone sul Tamigi con altri 8 artisti, passando per un Tour in Scozia ,  per un trionfale concerto a Glastombury a giugno e il sold out al Luminaire di Londra a luglio, solo dopo appena 6 mesi dalla loro formazione. Il loro primo tour in America li vedrà come band di supporto a Laura Marling e  Johnny Flynn and the Sussex Wit. Seguirà una trilogia di EP in 10 '' con la Chess Club Records, registrati semplicemente a casa. Il loro eponimo EP  debutta lo stesso mese dello show al Luminaire ;  Love Your Ground seguì a dicembre mentre The Cave And The Open Sea in maggio.
Con ogni lancio, la musica dei Mumford & Sons divenne più luminosa, più sfacciata e  vigorosa, con una maggiore attenzione a testi appassionati e intimi.
"Quello che scriviamo è reale,  e noi cantiamo e suoniamo i nostri strumenti i modo appassionato, amiamo la musica sincera." Dice Winston.
I loro successo continuò a crescere, basta prendere come esempio il loro show all'ICA di Londra andato sold out in 24 ore e anche il loro ingresso nel sondaggio BBC Sound Of 2009 . Poi venne il momento di registrare il loro album di debutto con uno straordinario produttore che ha voluto lavorare con loro: Markus Dravs;  egli ha registrato Neon Bible degli Arcade Fire, Homogenic  di Björk e  Wall of Arms  dei The Maccabees  ed ha visto un simile potenziale anche nei Sons. Grazie ai suoi consigli e alla forte personalità musicale della band, l'album nacque in 4 settimane nei leggendari Eastcote Studios dove anche Arctic Monkeys, Brian Eno, Tindersticks e  Laura Marling hanno affinato la loro musica. L' ottima reputazione live dei Mumford & Sons nasce in pratica prima di loro  ma  ora il loro incredibile album di debutto rivela l'entità della magia della loro musica .

Band of Skulls.
Dopo La band composta da Russell Marsden (chitarra & voce), Emma Richardson (basso & voce) e Matt Hayward (batteria), dopo il tour a Maggio, torna in Italia per un'unica imperdibile data:
Sabato 2 Ottobre - COVO CLUB - Bologna
Presentano il loro album Baby Darling Doll Face Honey prodotto e registrato da  Ian Davenport (Supergrass, Badly Drawn Boy). All'inizio del 2009, il singolo 'I Know What I Am' è stato 'Single Of The Week' su iTunes con più di 400.000 download  da tutto il mondo, un successo senza precedenti per una band fino ad allora sconosciuta. Attualmente i Band of Skulls hanno partecipato alla realizzazione della soundtrack di Twilight 'New Moon' dove hanno partecipato con la canzone  'Friends'.

Biografia_
I Band Of Skulls hanno realizzato il loro album di debutto , Baby Darling Doll Face Honey, il 21 settembre 2009  con  la You Are Here. L'album, preceduto dal singolo, ‘Death by Diamonds and Pearls’ ha ricevuto un grande apprezzamento da parte della stampa, radio e media on line .
I tre membri dei Band Of Skulls, Russell Marsden (chitarra & voce), Emma Richardson (basso & voce) & Matt Hayward (batteria), si sono incontrati per la prima volta al college e presto hanno scoperto che, avendo due cantanti e tre songwriters in una sola band, sembrava non esistessero limiti.
La band velocemente si afferma nel campo musicale e artistico con una serie di club night culturalmente inspirate a Southampton, Londra, Mosca, Tokyo.
L'album, Baby Darling Doll Face Honey è stato prodotto e registrato da  Ian Davenport (Supergrass, Badly Drawn Boy) e da lui mixato nei  leggendari House of Blues studios a Los Angeles.
All'inizio del 2009, il brano “I Know What I Am” è stato ‘Single Of The Week’ su iTunes con più di 400.000 download  da tutto il mondo, un successo senza precedenti per una band fino ad allora sconosciuta.
Questa estate la band ha ricevuto entusiastiche recensioni per i loro show live.
Da poco tornati da un tour in Uk dopo aver apero inoltre i concerti di  Wolfmother, Reverend & The Makers, e aver partecipato alle Club NME & NME Radio club nights al Koko, Guildford e all'Università di  Sheffield , la band sta attualmente supportando la realizzazione della soundtrack di Twilight ‘New Moon’ dove hanno partecipato con la canzone  ‘Friends’ . Sono stati inoltre invitati a a suonare alcune canzoni alla prima del film a novembre. Un ennesino grande risultato per una piccola band.

Kate Nash.
Sabato 25 Settembre - Tunnel Club - Milano

La giovanissima cantautrice Pop Britannica sarà in Italia per un'unica imperdibile data per presentare il suo secondo album  'My Best Friend Is You' prodotto dall'ex Suede, Bernard Butler, trainato dal travolgente singolo Do Wah-Doo già divenuto un successo grazie allo stile musicale che rende Kate Nash così unica e originale, e al divertente video.
Questo secondo album, distribuito da Universal Music, conferma il ritorno di un'artista a tutto tondo che, nonostante la sua giovane età, è riuscita a conquistare il pubblico già con il suo album di debutto  'Made of Bricks' del 2007 che contiene celebri singoli come Foundations, giunto al secondo posto nella Classifica Ufficiale Inglese, Pumpkin Soup, Merry Happy utilizzato come colonna sonora di un episodio di Grey's Anatomy, e come jingle della serie tv italiana Amiche Mie.
Nel Febbraio del 2008 Kate Nash ha conquistato due premi molto ambiti nella scena musicale: miglior artista femminile ai Brit Awards e miglior artista solista agli NME Shock Awards.
Un'evento imperdibile!

Prevendite attive da oggi su: www.vivaticket.it - www.bookingshow.com

 

Mystery Jets.
Per la prima volta in tour in Italia!
Blaine Harrison e i suoi saranno finalmente in Italia ad Ottobre per quattro date.
Un tour atteso da tempo che si è finalmente concretizzato con l'uscita del terzo album: SEROTONIN.
Dopo I successi ottenuti dal precedente Twenty One del quale ricordiamo i celeberrimi singoli 'Young Love', 'Half in love with Elizabeth', ' Two doors down'; I Mystery Jets hanno voluto dare un'ulteriore conferma della loro originalità con questo nuovo album registrato negli studi di West London con il leggendario produttore  Chris Thomas.
Un sound deciso e nuovo per un album ricco di sogni.
Serotonin esce per Rough Trade Records distribuito in Italia da Self.

I MYSTERY JETS saranno in Italia ad Ottobre:
Mercoledì 6 Ottobre - Milano - La Casa 139
Giovedì 7 Ottobre - Roma - Circolo degli Artisti
Venerdì 8 Ottobre - Bologna - Covo Club
Sabato 9 Ottobre - Roncade (TV) - New Age

Le prevendite sono attive per le seguenti date:
Milano - prevendite attive su
www.vivaticket.it
Roma - prevendite attive su www.greenticket.it
Roncade (TV) - prevendite attive su www.ticketone.it

Biografia_
Il terzo album dei Mystery Jets nasce negli Studi di West London con Chris Thomas, il leggendario produttore di  'For Your Pleasure' dei Roxy Music,  di 'Anarchy In The UK'  dei  Sex Pistols e  di 'Different Class' dei Pulp , e con il quale i Mystery Jets comprensibilmente sembrano in soggezione: “Lui può sentire cose che nessuno di noi può sentire” dice il chitarrista William Rees. “Ha l'udito migliore di quello di un cane” “E conosce le più belle storie” dichiara il leader Blaine Harrison, “I suoi aneddoti sono incredibili.”
Quando i Mystery Jets sono emersi sembravano una band totalmente diversa da qualsiasi altra.
Henry Harrison formò la band con suo figlio e Rees quando quest'ultimo aveva 8 anni – alcuni dei testi erano in latino e il prog rock dei  King Crimson e degli  Yes influenzarono fortemente l' album di debutto 'Making Dens'. “Noi volevamo essere Crimson, Yes, i Floyds e Genesis allo stesso tempo,” dice Blaine, “poi I The Libertines divennero estremamente influenti” aggiunge.
“Eravamo un confuso gruppo di ragazzini veramente appassionati”.
Il sound che emerge dallo studio oggi suona molto meno caotico del passato ma non per questo meno innovativo ed originale.
Dopo l'album 'Twenty One' e I suoi famosissimi singoli 'Young Love', 'Half in love with Elizabeth', ' Two doors down' , 'Serotonin' vede i  Mystery Jets attraversare definitivamente nuovi territori musicali. Secondo Blaine si tratta di un album incentrato sul  “sogno e l'evasione dalla realtà”.
“Andammo a Berlino chiamandoci The Crystal Wolf Hunters per 6 – 7 concerti in lobbies di hotel e in gallerie d'arte. Non suonammo nessuna vecchia canzone dei Mystery Jets ma solo tracce del nuovo album. Tutto questo è stato liberatorio, la cosa più sana che abbiamo mai fatto.”
“I concerti erano completamente senza promozione, c'erano appena le indie crew locali, caricavamo da soli la nostra strumentazione” dice Rees “Non mi sono mai sentito così felice di portarmi dietro il mio amplificatore. Ho addirittura pensato di aver scoperto il mio vero destino: essere un roadie.”
“Questo è onestamente quello che avremmo sempre voluto fare, da quando avevamo 7 anni, andare a Berlino come  Brian Eno e  Bowie”.
Questa esperienza ha permesso alla band di esplorare le nuove canzoni,   “Molte volte, registri un disco, vai in tour e il tempo che torni a casa un anno più tardi, le canzoni suonano meglio di quando sono state registrate.”
L'idea di Berlino fu quella di suonare l'album prima della sua registrazione.
“Strano modo di fare le cose” potrebbe essere il motto dei Mystery Jets, ma loro sono comprensibilmente estasiati dai risultati.
“Abbiamo deciso di essere noi stessi” dice Blaine, consapevole del fatto che grazie a tutto questo, sono stati totalmente originali e innovativi.

Tim Robbins and The Rogues Gallery Band.
Attore, scrittore, regista, e ora cantautore.
Tim Robbins uno dei volti più noti del cinema, interprete di indimenticabili capolavori come 'Le Ali della libertà' e 'Mystic River' e grande regista, è ora un vero e proprio cantastorie dei nostri tempi!
Figlio del noto batterista Gilbert Robbins, membro della folk band anni '60 'The Highwaymen', Tim Robbins fin da bambino ha inseguito il sogno di poter diventare una vera rock star.
Lo fa ora, cinquantenne, con il suo primo album dal titolo ' Tim Robbins and The Rogues Gallery Band’, che è anche il nome della sua band. L'album sarà in vendita da Settembre, mentre sarà possibile assistere ad una delle sue performance live ad Ottobre, sarà infatti in Italia per due date:
Lunedì 11 Ottobre
Torino - Hiroshima Mon Amour
Martedì 12 Ottobre
Firenze - Teatro Odeon
Prevendite data 12 Ottobre, Firenze:
www.boxol.it - www.mailticket.it - www.ticketone.it
posti numerati: primo settore euro 20 + d.p. - secondo settore euro 15 + d.p.

Biografia_
Tim Robbins è attore, (Un gioco a tre mani, I protagonisti, Le Ali della libertà, Mystic River), regista  (Condannato a morte, Il prezzo della Libertà, Bob Roberts), filantropo e attivista politico ( è stata una delle più forti voci di opposizione alla guerra in Iraq), ma c'è un lato di Tim Robbins che raramente è stato visto finora..Con la realizzazione del suo bizzarro e piacevole album di debutto ' Tim Robbins & The Rogues Gallery Band’, si rivela come  il cantautore nella tradizione della narrativa americana. Prodotto da Hal Willner, genio anticonformista, Robbins debutta musicalmente anche se in ritardo, mettendo insieme tutti i fili della sua vita creativa. Sebbene egli passi attraverso I mass media  recitando, scrivendo , facendo il regista o cantando una canzone, lui si è sempre autodefinito un cantastorie. “Non voglio usare la mia fama per diventare all'improvviso una rock star. Sarebbe falso. Secondo me la migliore musica viene da un paesaggio naturale, o da quello di un poeta, da una persona che ha bisogno di raccontare una storia,” La musica è per Robbins sangue vitale. La foto del retro dell'album mostra Robbins a 8 anni con la chitarra in mano nella cucina del famoso Gaslighk Folk Club di New York degli anni 60 dove egli andava regolarmente a vedere suo padre suonare.
“I miei genitori si sono conosciuti nella  banda musicale UCLA”, racconta Robbins, “mia mamma suonava il flauto e mio padre era primo batterista, stava diventando un musicista professionista”. Gilbert Robbins era membro di una folk band The Highwaymen e nei primi 60s ebbero grande influenza sulla scena folk americana. “Il primo desiderio di esibirmi venne guardando mio padre sul palco. Il pubblico era incoraggiato a cantare e a prendere parte allo show. Quella è una relazione che ho cercato per tutta la mia vita, quell'alchimia tra performer e pubblico. I suoi gusti musicali passavano dal folk al cantautorato “ Springsteen, Dylan, Tom Waits, Leonard Cohen, Steve Earle, Johnny Cash”.  Robbins ha composto la sua prima canzone a 24 anni “Dreams” e essa appare, volubile e dolce, nel suo album di debutto 27 anni più tardi.
Da ragazzo Robbins iniziò a seguire la scena punk con band come   The Clash, X, Fear and Black Flag, ma contemporaneamente è entrato nel mondo del cinema “Sarebbe stato stupido non proseguire la strada di attore essendosi presentata la possibilità di farlo, e così ho ingoiato il mio orgoglio punk rock”. Durante tutti i  successi nella sua carriera d'attore, Robbins si è sempre portato dietro una chitarra. “Puoi tornare a casa alle 2 del mattino dopo una notte trascorsa fuori o a recitare e scrivere una canzone, molte di queste tracce nascono da un'esperienza che ho avuto, da una persona che ho incontrato, da cose che ho vissuto  fuori”  “Posso trovarmi in una camera di un hotel, ovunque io sia cerco di uscire , portando la  chitarra con me  per trovare dei luoghi dove poter suonare” Per Robbins recitare e suonare sono due lati della stessa moneta, infatti egli ha contribuito a scrivere la sua stessa canzone satirica nel film Bob Roberts nel 1992. “Ho sempre ammirato cantanti che realmente trasmettono emozioni , come se stessero cantando per la prima volta”. La genesi dell'album coincide con un periodo buio della vita di Robbins, quando perse i finanziamenti per un film che stava girando. In quel periodo Robbins ricevette forti incoraggiamenti da Hal Willner, il brillante produttore americano noto per il suoi eclettici album tributo e per i suoi concerti.  Willner invitò Robbins ad unirsi al suo complesso Rogues Gallery per il tour promozionale del loro album  ‘Pirate Ballads, Sea Songs and Chanteys’. Insieme registrarono l'album di debutto di Tim nei due giorni di pausa durante il tour. “E' davvero incredibile vedere qualcuno registrare il suo primo album a 50 anni “ ha dichiarato Willner “State assistendo la nascita di un meraviglioso cantautore, un vero canta storie”. Le canzoni di Robbins coprono una vasta serie di soggetti ed emozioni con una vera verve narrativa e una forte profondità musicale: ci sono canzoni d'amore  (‘You’re My Dare’), canzoni di crisi (‘Toledo Girl’), spiritualità (‘Book Of Josie’), pericolo (‘Crush On You’) e lotte sociali  (‘Lightning Calls’ un elogio a Nelson Mandela). C'è bellezza, paura, rimorso e rabbia. “Vorrei suonare queste canzoni in piccoli club, e per fare questo ho bisogno solo di una chitarra. Alla fine della giornata mi capita di aver pensato - se hai 51 anni e vuoi raccontare una storia perchè non devi aver la possibilità di farlo? - Per questo ho scelto di registrare queste canzoni e parlare di quello che desidero ”
Attore, scrittore, regista, cantautore, Tim Robbins è un cantastorie dei nostri tempi con molte sfaccettature e la musica è una delle  nuove strade che ha iniziato brillantemente a percorrere.

 

The Charlatans.
In tour ad Ottobre!
28.10.2010 FIRENZE - VIPER 
29.10.2010 RIMINI - VELVET 
30.10.2010  ROMA - CIRCOLO DEGLI ARTISTI 
Hanno da poco celebrato la loro ventennale carriera ed hanno pubblicato un nuovo album intitolato 'Who we touch' un viaggio sentimentale attraverso stati d'animo altalenanti e profondi; in uscita a Settembre per Cooking Vinyl/Edel.
Una carriera memorabile partita con l'album 'Some Friendly’ e la sua famosa hit  ‘The Only One I Know'.
Tre imperdibili date, ecco le prevendite:
Firenze - www.boxol.it - www.ticketone.it
Rimini – www.bookingshow.com
Roma - www.greenticket.it - www.ticket.it

Biografia_
Per più di due decenni The Charlatans sono stati una forte fonte di ispirazione per il British Rock. Hanno  celebrato quest'anno il loro ventesimo anniversario con alcuni concerti davvero speciali ed emozionanti , oggi,  così come ai tempi di quando  sfondarono con l'immortale ‘The Only One I Know’ , sono seguiti da  nuove generazioni e dai fans di sempre.
Radicata nel  Midlands e nord Ovest dell'Inghilterra, la band continua a trasudare energia positiva, infatti, la solida line-up di  Martin Blunt (basso), Jon Brookes (batteria), Tim Burgess (voce), Mark Collins (chitarra) e Tony Rogers (tastiere) ha sempre creato una musica brillante  – innumerevoli singoli diventati poi classici del Brit Rock,  pieni di classe e elodia e un'invidiabile catalogo di album, ognuno  diverso dall'altro ma sempre con un sound travolgente e creativo.  A festeggiare una carriera ventennale, a due anni di distanza dal loro ultimo lavoro “You Cross My Path”, The Charlatans pubblicano un nuovo album, ‘Who We Touch’, il quale deve certamente collocarsi tra le loro più coraggiose  uscite: un viaggio sentimentale attraverso stati d'animo altalenanti e profondi, passando da momenti più oscuri a quelli di pazza gioia che si concludono in un beato ottimismo. "Non vogliamo fare qualcosa che è già stato fatto prima" dichiara Tim, "Bisogna iniziare da una pagina bianca." Nel 2008 con ‘You Cross My Path’, The Charlatans hanno avuto la brillante e  innovativa idea di distribuire i loro ultimi lavori gratuitamente su internet. Questo ha rinnovato l' amore del pubblico per loro, approcciando al successivo disco con un fresco impeto. "Eravamo in tour in America alla fine della scorsa estate" afferma Mark "quando Jon si fece male ad una spalla e così abbiamo dovuto interrompere il tour. Invece di sedersi ad oziare abbiamo deciso di darci da fare scrivendo alcune canzoni." In passato, il cuore del loro team di scrittura – Tim Mark e Tony Rogers –  generalmente si riuniva a casa di qualcuno per scrivere insieme. Questa volta, invece, hanno iniziato a scrivere separatamente  trincerandosi  in se stessi per 12 intense settimane, prima di entrare in studio a Dicembre. In giugno Tim si occupò di  una giornata del Festival all' isola di Wight. La sua Line up, in uno spazio della capacità di 10.000 persone,  si distinse per la presenza di giovani band:  The Horrors, Hatcham Social e  The Pains Of Being Pure At Heart – con cui  Tim ha stretto un raro accordo generazionale e The Charlatans stessi sono stati headliner lo stesso giorno. Per i più giovani Tim è un'icona, certamente uno dei più importanti  e cool cantanti britannici. Per Tim, il contatto con la loro giovane energia è stato contagioso , e gli ha fatto ricordare che l'età non è nulla se non una cornice mentale. Mentre Mark e Tony scrivevano musica nelle loro rispettive case a Manchester e in Irlanda, Tim lavorò duramente nella sua casa adottiva a Los Angeles. Presto decisero di contattare Youth, il quale ha lavorato come produttore per  artisti come Paul McCartney e Primal Scream, The Verve, Dido e The Drum Club. Decisero di sperimentare le loro prime bozze di canzoni nel loro Big Mushroom studio nel Cheshire. "Abbiamo detto a Youth che volevamo che il nuovo album avesse il suono di un inverno europeo" dice Tim,  “con quel fresco e croccante sound che si può trovare solo nei dischi Inglesi, ma che avesse anche qualcosa di coraggioso, di larga portata, per mettere in gioco se stessi, come in un vero e proprio nuovo viaggio."  Nel libro di  Joseph Campbell, l'autore parla di eroi di mitiche saghe che passano attraverso avventure ed esperienze per emergere alla fine con maggiore forza e saggezza. Così è stata la nascita di ‘Who We Touch’. E' stato un lungo percorso  dall'album  ‘Some Friendly’ e la sua famosa hit  ‘The Only One I Know’. Formatisi un anno prima su iniziativa di Formed a year  Martin Blunt, essi finirono immediatamente sotto i riflettori.
"Avevamo davvero qualcosa di speciale insieme" Dice Martina "Erano tempi davvero eccitanti". "Eravamo piuttosto nervosi dopo il successo del primo disco" ammette Burgess "così ne facemmo un altro immediatamente" Entrambi i succesivi due album  ‘The Charlatans’ e ‘Telling Stories’ scalarono le classifiche  UK, e  consacrarono la band come campione dell'era Britpop proprio mentre Rob Collins morì in un drammatico  incidente automobilistico. Esistenzialmente , culturalmente, commercialmente, ‘Who We Touch’ è un grande album. Si possono ascoltare in esso echi ed omaggi che riflettono la musica delle band a loro più care  – The Stooges, nel riff di  ‘Love Is Ending’’; The Byrds nell'assolo di  Mark Collins in ‘My Foolish Pride’; etc etc – ma essi sono ancora chiaramente loro stessi, solo rimodellati, reimmaginati e re energizzati.
In quel contesto , sempre con grande fiducia nel futuro, la band ha recentemente dato uno sguardo al passato: per 4 trionfanti notti in maggio, hanno celebrato il ventesimo anniversario di  ‘Some Friendly’, ridando aria al loro amato album  aggiungendo alcuni singoli e b-sides di quei tempi. I concerti a   Blackpool, Glasgow e London andarono sold out molti mesi prima e mostrarono scene di grande euforia di pubblico. Al Primavera festival in Spagna , fecero un grande ritorno di fronte a 60.000 persone. Ora dopo questo salto nel passato, si continua a guardare avanti. L'album ‘Who We Touch’ in uscita a settembre per la Cooking Vinyl/Edel è stato anticipato dal singolo 'Love is ending'  il 2 agosto, accompagnato da un video diretto da Dauglas Hart dei Jesus and Mary Chain's, il quale sembra aver cercato qualcosa di semplice ma nel contempo affascinante per esaltare l'energia del pezzo e nel quale Tim Burgess sembra aver optato per un look molto 90s. L'album contiene anche una traccia nascosta intitolata 'I sing the Body Electric' che vede la partecipazione di Penny Rimbauld storica voce dei Crass. A curare l’artwork dell’album è stato chiamato l’artista britannico Gee Vaucher, celebre per i suoi lavori con The Crass, e che ha realizzato l’accattivante collage dell’immagine di copertina.
L'uscita dell'album sarà accompagnata da un tour mondiale che toccherà America e Europa con tre importanti date in Italia.  Le 14 date in uk sono già sold out.
www.thecharlatans.net

Carl Barat.
Dopo aver suonato da headliner sul Leftfield Stage di Glastonbury (il palco più politico e “serio” del festival il cui direttore artistico quest’anno era Billy Bragg) con una intensissima performance e dopo essersi riunito con Pete & Co per due concerti dei The Libertines ai festival di Reading e Leeds (l’evento dell’estate UK) presenterà in due date italiane il suo primo disco solista in uscita a metà ottobre:
Mercoledì 10 Novembre
Milano – Tunnel
Via Sammartini 30
Apertura porte Ore: 20.00 - Inizio Concerto Ore: 21.00
prezzo del biglietto: 16 euro + diritti di Prevendita
Giovedì 11 Novembre
Bologna – Covo Club

Viale Zagabria 1
Apertura porte Ore: 19.30 - Inizio Concerto Ore: 21.00
prezzo del biglietto: 16 euro
Biglietti disponibili SOLO in cassa la sera del concerto
Solo per la data di Milano:
Biglietti in vendita su Ticketone da venerdì 30 Luglio ore 10.00.
Da venerdì 6 Agosto anche sulle altre prevendite autorizzate.
Informazioni su come acquistare i biglietti per MILANO:
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C’è davvero molta attesa per il lavoro di Carl Barat, per la prima volta impegnato da solista in
un disco (accompagnato da un libro) che uscirà nei negozi attorno alla metà di ottobre, una
grande attesa perchè Carl Barat è stato con Pete Doherty forse il personaggio più influente
della scena rock europea degli ultimi 10 anni con i The Libertines, la band che ha fatto
rinascere il rock.
Insieme a Pete Doherty, Carl Barat è stato in grado di riportare i più giovani ad apprezzare ed
amare il rock suonato nei piccoli club, avvicinando il mondo della moda alle stravaganze ed
agli eccessi delle band. Sfortunatamente la follia di Doherty ha poi portato il gruppo allo
scioglimento e, dopo qualche tempo, Barat ha formato una sua band, i Dirty Pretty Things,
con cui ha avuto diverse soddisfazioni in giro per il mondo.
L’inesauribile vena artistica di Carl Barat lo ha portato inoltre a collaborare con il regista Mark
Donne per la realizzazione del film “Rime Of The Modern Mariner” (sulla storia e la cultura dei
docks londinesi) e successivamente a comporre un paio di brani per il film “Get Him To The
Greek” di Russell Brands.
L’uscita del disco solista è prevista per metà ottobre e pochi sono, ad oggi, i dettagli diffusi
riguardo il nuovo lavoro, ma l’attesa cresce, soprattutto dopo la dichiarazione di Carl Barat
stesso dopo il concerto da headliner a Glanstonbury (sul Leftfield Stage) in cui commenta il
disco come sorprendente ed indefinibile (“The album is different to say the least… so
expect the unexpected (within reason)”.
Maggiori informazioni riguardo al nuovo disco ed al nuovo spettacolo verranno annunciati dopo
i concerti che vedranno riuniti i The Libertines per i festival di Reading e Leeds a fine agosto.
Sito Internet:
www.myspace.com/CarlBarat
INFO
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The Wombats.
A due anni dalle loro ultime date in Italia con un tour mondiale durato più di due anni che ha permesso loro di esibirsi di fronte a più di un milione di persone e che ha avuto il suo culmine con il concerto tenutosi alla Liverpool Arena con oltre 10.000 fan, THE WOMBATS tornano in Italia a Febbraio per due imperdibili date:
Giovedì 17 Febbraio - Milano - Magazzini Generali
Prevendite attive su:
www.vivaticket.itwww.bookingshow.com
Inizio concerto ore 21.00

Venerdì 18 Febbraio - Roma - Circolo degli Artisti
prevendite attive su:
www.greenticket.it - www.ticket.it
Inizio concerto ore 21.30

Prevendite attive da Venerdì 10 Settembre.
Prezzo biglietto: 18,00 euro + d.p.

In questi ultimi due anni si sono concentrati sul secondo album, che uscirà in Italia il prossimo 3 Dicembre per 14th Floor Records distribuito da Audioglobe, anticipato dal singolo 'Tokyo(Vempires & Wolves)'.  Un album registrato nel 2010 in tre sessioni con tre dei più importanti produttori nel panorama musicale: Jacknife Lee  (Rem e U2),  Eric Valentine, Chris Costey (Muse).
Un album ricco di emozioni, nuovo e travolgente, ma in linea con il pluripremiato 'Guide To Love, Loss And Desperation'.

Biografia_
Nel bel mezzo della rottura degli ingranaggi dell’industria musicale, i grandi numeri possono portare grandi problemi. Ed i numeri dei “The Wombats” sono diventati grandi molto velocemente. Un disco di platino con il primo album “Guide To Love, Loss And Desperation”.Oltre 300,000 copie vendute dei loro travolgenti  singoli Indie-Dancefloor  “Kill The Director”, “Let’s Dance To Joy Division”(quest’ultimo vincitore agli NME del 2008 come miglior Dancefloor filler), “Backfire At The Disco” e “Moving To New York”. Un Tour durato più di due anni che ha permesso loro di esibirsi di fronte a più di un milione di persone e che ha avuto il suo culmine con il concerto tenutosi alla Liverpool Arena con oltre 10,000 fan in estasi con il loro scuro, esuberante e contagioso alt.pop. “E’ stato un bel modo per finire il tour” dice  il batterista Dan Haggis “Dopo il concerto abbiamo festeggiato per due giorni. Ricordo che un paio di anni fa eravamo fortunati se facevamo il tutto esaurito di 500 persone all’Accady Downstairs. Com’ è possibile?” Grandi numeri, grandi concerti ma anche per una band stakanovista come The Wombats (prima del loro primo grande successo “Kill The Director” nel 2007 il gruppo fece oltre 50 concerti in giro per il Regno Unito in quasi altrettanti giorni) non è stato semplice. Hanno infatti girato ininterrottamente per 18 mesi abbondanti arrivando poi nel 2008 ad un tour negli Stati Uniti descrivendosi infine come “distrutti… fisicamente e mentalmente.” “Abbiamo avuto un paio di mesi davvero duri” dice Dan. “Ho avuto problemi alle braccia e salire sul palco a suonare era  diventato doloroso. Una sera a Glasgow, una volta seduto alla batteria, ho iniziato a sentirmi in colpa perché pensi che dovrebbe essere una delle serate più belle della tua vita ma in realtà non sai neanche perché ti trovi li in quel momento.” Terminata l’estate del  2008, passata attraverso molti festival estivi e le registrazioni di due nuovi singoli –“My Circuitboard City” e la (anti)natalizia “Is This Christmas?”- il cantante Matthew ‘Murph’ Murphy inizia ufficialmente a scrivere nuovo materiale per il secondo album. Ma nella sua nuova casa a Londra ‘Murph’ trova solitudine, straniamento e routine, dovute ai molti mesi “on the road” e alla grande città, con cui è difficile convivere. Si era troppo abituato all’adulazione da palco. “Il mio errore è stato abituarmi troppo a questo” ammette Murph “e quando tutto si è fermato è stato come tornare alla realtà di tutti i giorni e ho dovuto ridimensionare me stesso. La mia infelicità era dovuta al fatto di non essere in tour e trovarmi in una città per me totalmente nuova.”
“Per due anni siamo stati da qualche parte ogni sera” aggiunge Dan “sempre a fare concerti, interviste e ogni persona è sempre interessata a parlare con te di musica. Interrompere bruscamente questa vita , smettere di suonare e non avere ogni sera l’adrenalina del palco, per noi è stato come impattare con un muro di mattoni.” I pochi concerti fatti in questo periodo rischiarono anche di sfociare in esperienze a dir poco tragiche per la band. Dopo uno show a Skegness infatti l’auto di Murph si ribalta su una gigantesca lastra di giaccio lasciando miracolosamente illeso  il cantante (il fatto ha dato l’ ispirazione per un nuovo brano: “Motorphobia”). E successivamente, durante un viaggio a Dubai per suonare al Liverpool Sound City, Dan  hs rischiato non poco con il suo 4x4: “E’ stato molto divertente, ma io e la mia ragazza abbiamo rischiato un brutto incidente” dice Dan “Siamo andati al Dune Buggy Racing senza alcuna assicurazione. Ci chiesero solo ‘l’avete mai fatto?’ e noi abbiamo risposto ‘no, mai’ e loro ci dissero ‘Grandioso! Mettetevi questi’. Una volta messi i caschi abbiamo iniziato a divertirci e  a viaggiare su quelle dune, fino a quando ne abbiamo presa una ad una velocità troppo elevata e ci siamo ribaltati. Poteva trasformarsi davvero in un brutto incidente”
A seguito di questa alienazione e di questo trauma, le prime canzoni consegnate da Murph alla casa discografica nel Febbraio 2009 destano preoccupazione. I testi sono i più desolanti mai scritti dal cantante e musicalmente i brani proposti sono più pesanti del cielo e più chiassosi della guerra. “L’idea iniziale era di scrivere del materiale abbastanza  lontano dal nostro sound abituale e questa era probabilmente una buona cosa. Ma le prime canzoni consegnate alle orecchie della nostra etichetta fecero subito pensare  “Che diavolo è sta roba?” Aggiunge il bassista Tord Overland-Knudsen: “in queste prime quattro canzoni era come se avessimo bisogno di riavere indietro le forze, facendo musica più pesante.” Continua Murph “Sono tornato a casa da mia madre e da mio padre per riconquistare quella vecchia ispirazione che un tempo si trovava lì. Mi rinchiusi otto ore al giorno in una stanza con un piccolo paralume e un piano. Era come continuare a girare senza trovare una vera soluzione. Sono dovuto ritornare a Liverpool  per fare un sacco di cose che mi permettessero di trovare qualcosa da cui attingere, e ritrovare l’ispirazione.” Una volta tornati a Liverpool, i The Wombats optano per un suono synth che va a sostituire molte delle chitarre di Murph, e melodie riversate in forme sempre più innovative e colorate. Tracce come “Perfect Disease” hanno assunto le sonorità ‘disco’ dei Depeche Mode e Echo & The Bunnymen,  rimanendo ancorate alle sonorità pop dei The Killers. L’orecchiabilità di queste canzoni le rende pienamente fedeli al tipico stile ‘Wombats’: non importa cosa sia cambiato, i brani di questo disco sono dei veri e propri fasci di luce, esattamente come le tracce del loro primo lavoro erano ‘bombe da dancefloor’. “Mi sentivo come se fossi in rivolta contro quello che eravamo” spiega Murph. “In qualche modo siamo tornati invischiati in qualcosa che suona ancora più nuovo e spero possa fare ancora meglio del suo predecessore. Ci sono elementi così diversi da quello che la gente si aspetta. Ci sono canzoni molto simili al primo album, ma è come se le avessimo intensificate. Sono sicuro al 100% che alcune brani di questo disco siano tra i migliori mai composti dalla band.” E di sicuro il primo singolo “Tokyo (Vampires And Wolves)” fa parte di questa categoria. Una hit folle e super-catchy così istantanea che non fai tempo a rimetterla per la seconda volta che è già finita. “Il nuovo album non ha nulla a che fare con il periodo passato in tour, bensì rappresenta la nostra voglia di evadere.” I testi del nuovo materiale inoltre mettono in luce l’inclinazione intimista e lo sviluppo di una grande profondità da parte di Murphy, profondità sempre più rara nella musica di questi tempi: ad esempio il sorprendente ritornello di  “Anti-D” nel quale Murphy si paragona ad un anti-depressivo. Ma i fan dei suoi scritti basati su storie vere troveranno molto da godere nel  brillante synth-rock di “I Never Knew I Was A Techno Fan”- Verso-chiave? “I’m not in debt to you/But don’t feed me plant food”. “C’è più di una storia” dice Murph, “Sono andato ad un Rave Techno-minimal a Shoredicth con la mia ragazza. Era sporco, e non sono stato li per molto. Non ho mai visto una fila così lunga per andare in bagno in tutta la mia vita. La gente alzava le mani in aria dicendo ‘devo fare pipì!!’ e tutti gli rispondevano ‘allora vai avanti’.” L’album è stato registrato durante il 2010 in tre sessioni, con tre diversi produttori, tutti a Los Angeles. La prima con il produttore di Rem e U2 Jacknife Lee che ha inserito la sua precisa tecnologia in “Anti-D”, poi Eric Valentine ha contribuito alla lavorazione di “Tokyo (Vampires and Wolves)” e di “Techno Fan”. Ed ora sono pronti a tornare a LA da Chris Costey (Muse) per completare un disco che vi shockerà, impressionerà e vi dividerà su quella che è considerata come la band pop con meno compromessi  del ventunesimo secolo.
“Prendi elementi Electro, prendi elementi Grunge, li mischi con tutto ciò che abbiamo fatto nel nostro primo disco” dice Tord “ e questo è ciò che sarà il nuovo album.” Dan annuisce, e con una scintilla negli occhi aggiunge “Sarà un vortice di emozioni.”

Comcerto di Eric Bagnarelli - Via Ginelli, 59 - 60131 Ancona Tel./Fax 0712900711 - email: info@comcerto.it