— 5 marzo 2020 16:05

FONTAINES D.C.

Fontaines D.C. in Italia per un’unica data con il debut album “Dogrel”, pubblicato lo scorso 12 aprile via Partisan Records – distribuzione Self.
La band è stata acclamata da Stereogum (Band to Watch: “future star”), Rolling Stone (“la nostra nuova band punk preferita”), Pitchfork, The Guardian, The Times, NPR Music, Fader, Q, NME e molti molti altri.
Album of the Year 2019” per Rough Trade e BBC 6Music, “Dogrel” ha raggiunto la Top 10 della UK Album Chart e ottenuto una nomination ai Mercury Prize.
Live al The Tonight Show con Jimmy Fallon, SXSW e Glastonbury, ogni loro esibizione lascia il segno.

Carlos O’Connell (chitarra), Conor Curley (chitarra), Conor Deegan (basso), Grian Chatten (voce) e Tom Coll (batteria) s’incontrano a Dublino durante gli anni del British and Irish Modern Music Institute college ai Liberties di Dublino. Uniti dal comune amore per la poesia, pubblicano due raccolte di poesie, la prima “Vroom”, ispirata ai poeti Beat (Jack Kerouac, Allen Ginsberg), e la seconda “Winding”, ispirata ai poeti irlandesi (Patrick Kavanagh, James Joyce, WB Yeats). Nessuna delle poesie pubblicate è stata tramutata in brano musicale ad eccezione del singolo “Television Screens“, contenuto nel debut album “Dogrel”.
La band prende il nome da un personaggio del film “Il Padrino”, Johnny Fontane, cantante e star del cinema interpretato da Al Martino. Fontane era il figlioccio di Vito Corleone. Le iniziali D.C. stanno per “Dublin City”.
A maggio 2017 la band ha pubblicato i singoli “Liberty Belle” e “Hurricane Laughter / Winter In the Sun“.  “Liberty Belle” è un omaggio ai Liberties, il quartiere di Dublino dove vivevano molti membri della band.
Nel 2018 escono i singoli “Chequeless Reckless / Boys In The Better Land” e “Too Real“.
Stereogum ha descritto il loro sound “a synthesis between post-punk, garage rock, and a kind of gritty, urbane sense of rhythm and narrative” nominandoli “Band To Watch” del 2018.
Il 12 aprile 2019, la band ha pubblicato l’album di debutto “Dogrel” via Partisan Records.
Il titolo “Dogrel” è un omaggio a Doggerel, poesia irlandese della classe operaia – “poesia del popolo” – che risale al 1630. Fu reso popolare da William McGonagall e in seguito Ogden Nash.
Il brano d’apertura del disco, “Big”, offre una dichiarazione d’intenti intensa, diretta e sicura di sé. “Big” è accompagnato da un video diretto da Molly Keane e girato per le strade di Dublino.
Riguardo al video, la band afferma, “Per noi le grandi ambizioni sono una malattia, così abbiamo preso Grian, il vicino di casa undicenne, per farvelo dire da lui, perché ha la personalità di cento leader.”
NME ha affermato che “Dogrel proves that early-days pinning as punk’s next great hope was perhaps premature – there’s far more to Fontaines D.C. than your typical thrashed-out, pissed-off young rebellion”.
The Guardian ha dato all’album una recensione a cinque stelle, salutandolo come un “debutto perfetto“.
Quello che distingue i Fontaines D.C è la loro autenticità: “Penso ci sia autenticità in ciò che facciamo, e le persone sono state affamate di autenticità per troppo tempo”, ha detto Chatten in un’intervista a una radio irlandese. Questo impegno per l’autentico è la chiave per comprendere l’estetica D.C. di Fontaines.

Praise per “Dogrel”
“Brilliant, top to bottom” – The Guardian (★★★★★)
NME (★★★★★)
The Times (★★★★)
Pitchfork (8.0)
Q (★★★★)
Clash (9/10)
Irish Times (4/5)
Dork (★★★★★)
Upset (★★★★★)
DIY (★★★★½)
Loud & Quiet (9/10)
Mercury Prize 2019 Nomination

FONTAINES D.C.: www.fontainesband.com | www.facebook.com/fontainesband | www.instagram.com/fontainesband

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